Alcune associazioni scrivono ai Comuni
Le Associazioni per la tutela del territorio e dell'ambiente sono preoccupate
A fine gennaio 2026, la STAN (Società ticinese per l'arte e la natura), l'ATA Associazione traffico e ambiente, nonché i Cittadini per il territorio (sia del Mendrisiotto che del Luganese), hanno manifestato la loro preoccupazione per le conseguenze sul territorio nell'ambito della problematica riguardante il dimensionamento dei Piani regolatori.
Queste quattro associazioni sono molto preoccupate per la poca trasparenza e lungimiranza con cui buona parte dei Comuni ticinesi sta affrontando la questione. Infatti, le ricerche svolte dalle associazioni hanno evidenziato delle situazioni non conformi al quadro giuridico vigente: alcuni Comuni non hanno ancora verificato il dimensionamento delle zone edificabili, malgrado il termine sia scaduto da più di un anno. Inoltre, quasi tutti i Comuni in cui è stato accertato un importante sovradimensionamento, superiore al 120%, non si si sono ancora dotati di alcuna misura per salvaguardare la pianificazione e continuano a rilasciare licenze edilizie.
La scheda R6 del Piano Direttore cantonale (PD) impone ai Comuni che hanno una riserva di zone edificabili più grande del 120% di adottare subito tutte le misure di salvaguardia della pianificazione, dotandosi di zone di pianificazione oppure di applicare decisioni sospensive alle domande di costruzione inoltrate. Purtroppo la percezione che i Comuni non stessero agendo secondo il quadro legale vigente è stata confermata dai risultati raccolti: sono infatti pochi i Comuni che hanno adottato delle zone di pianificazione.
Le associazioni citate hanno perciò scritto a ventiquattro Comuni chiedendo loro di adottare subito delle zone di pianificazione comunali e di sviluppare al più presto una strategia per rientrare nei parametri fissati dalla Legge. Esse rendono attenti anche sul fatto che la pratica di alcuni Comuni, di procedere a delle riduzioni generalizzate degli indici edificatori per diminuire le potenzialità edificatorie, è in contrasto con i principi della Legge sulla pianificazione del territorio (LPT) e del PD.
La lettera è stata inviata in copia anche all'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) e alla Sezione dello sviluppo territoriale (SST) affinché valutino la situazione.