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Nessuna tassazione affrettata dei veicoli elettrici

La tassa sui veicoli elettrici, così come proposta dal Consiglio federale nel suo progetto messo in consultazione, va nella giusta direzione. Tuttavia, essa non deve in alcun modo compromettere gli obiettivi climatici superiori con un’introduzione prevista già dal 2030. L’ATA Associazione traffico e ambiente chiede che la tassazione dei veicoli elettrici non avvenga prima del 2035, coerentemente con la politica climatica.

L’ATA sostiene il principio di un finanziamento dell’infrastruttura stradale fondato sul principio di causalità. «Una tassa supplementare sui veicoli elettrici non deve però frenare l’elettrificazione», dichiara Martin Winder, responsabile della politica dei trasporti presso l’ATA. «Ma è proprio ciò che potrebbe accadere con la prevista introduzione di questa tassa a partire dal 2030. Il progetto del Consiglio federale deve quindi assolutamente essere completato con delle misure di accompagnamento efficaci dal punto di vista climatico».

L’ATA sottolinea che la tassa prevista per i veicoli elettrici rispetta il principio di causalità. Un ulteriore sgravio fiscale a favore dei veicoli elettrici equivarrebbe, in fin dei conti, a sovvenzionare il traffico motorizzato individuale. Tuttavia, l’ATA non constata un’urgente necessità di finanziamento per il Fondo per le strade nazionali e il traffico di agglomerato (FOSTRA). L’associazione fa riferimento alla decisione popolare del 24 novembre 2024: rifiutando l’ampliamento della rete autostradale, diminuiscono pure le esigenze di finanziamento del FOSTRA. Si tratta di un motivo in più per non tassare prematuramente i veicoli elettrici. È preferibile rafforzare considerevolmente i programmi di agglomerato grazie alle finanze esistenti del FOSTRA.

Tassa solo a partire dal 2035

L’ATA chiede che l’introduzione di una tassa sui veicoli elettrici avvenga solo quando delle misure climatiche adeguate garantiranno che la maggior parte dei nuovi veicoli messi in circolazione sia completamente elettrica. Secondo le stime attuali, ciò sarebbe possibile solo a partire dal 2035. Per non frenare l’elettrificazione del traffico stradale, si potrebbero prevedere delle aliquote ridotte durante una fase di transizione.

L’ATA sostiene solo la variante, prevista nel progetto di consultazione, basata sulla distanza percorsa. La cosiddetta «Variante ricarica» presenterebbe invece dei rischi di elusione e delle difficoltà di attuazione. L’ATA respinge anche una tassa forfettaria. Una simile soluzione equivarrebbe a un forfait per le persone che viaggiano molto e penalizzerebbe eccessivamente gli automobilisti che percorrono pochi chilometri. Una tassa forfettaria potrebbe per contro avere senso per le moto e i veicoli stranieri.

 

La presa di posizione dell’ATA (in tedesco) riguardante la tassazione per i veicoli elettrici è disponibile tramite questo link.

 

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