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Pressione efficace: il Consiglio federale rinuncia a imporre i rivestimenti fonoassorbenti

Con l'ordinanza sui 30 km/h, adottata oggi, il Consiglio federale rinuncia a privilegiare i rivestimenti fonoassorbenti a scapito del 30 km/h. Per l’ATA Associazione traffico e ambiente, questa decisione è positiva per la sicurezza stradale e la protezione della salute. Le città e i Comuni potranno così continuare a puntare sul 30 km/h, piuttosto che dover iniziare a posare rivestimenti costosi e la cui efficacia contro il rumore diminuisce rapidamente e che, inoltre, non risolvono nessun problema di sicurezza. 

L’ordinanza resta comunque problematica. Le nuove regole complicano l'attuazione del 30 km/h da parte delle città e dei Comuni sulle strade pericolose o fortemente esposte ai rumori, mentre questa misura ha già dimostrato la sua validità in materia di sicurezza e di protezione contro il rumore all'interno delle località. «Il ministro dei trasporti Albert Rösti mantiene il suo diktat federale e gli ostacoli inutili», dichiara David Raedler, copresidente dell'ATA Svizzera. «In tal modo riduce inutilmente il margine di  manovra dei Cantoni e dei Comuni e accetta un aumento del numero d'incidenti».

Le città e i Comuni sono messi sotto tutela e ne sopportano i costi

Oggi il 30 km/h viene applicato con successo per ridurre contemporaneamente il rumore, migliorare la sicurezza e la scorrevolezza del traffico, nonché per una migliore qualità di vita della popolazione confinante. L'ordinanza adottata oggi interviene perciò in modo considerevole su questo margine di manovra. 

I Comuni e le città conoscono meglio di chiunque altro i punti critici e sono loro gli interlocutori migliori per determinare dove il 30 km/h protegge efficacemente la popolazione. Essi assumono la responsabilità di garantire la sicurezza (ad esempio lungo il percorso casa-scuola) e di rendere i centri urbani e dei villaggi attrattivi, prendendo le loro decisioni in modo proporzionato e dopo attente riflessioni. Delle prescrizioni supplementari imposte da Berna complicano inutilmente l'attuazione di soluzioni adattate alle realtà locali. 

 

Per ulteriori informazioni:

  • David Raedler, copresidente ATA Svizzera, 079 220 45 23
  • Servizio media ATA, 079 708 05 36, stampa@ata.ch